LUIGI SIMARI

un autore contemporaneo che esplora i confini tra realtà e astrazione.
C'è chi cambia strada una volta nella vita.
Luigi Simari l'ha cambiata almeno quattro volte, e sempre senza nostalgia.
Nato a Pavia sul finire degli anni Sessanta, cresciuto tra collegi religiosi e studi di economia, ha attraversato mondi che raramente si parlano tra loro.
Ha mosso i primi passi in una delle grandi multinazionali della revisione contabile, imparando a leggere i bilanci come si legge un romanzo — cercando, tra le righe, la verità che i numeri provano a nascondere.
Un lutto familiare improvviso lo ha costretto a fermarsi, a tornare a casa, a prendersi cura di sé. Quando la vita glielo ha permesso di nuovo, è tornato a lavorare, e per trent'anni non ha più smesso.
È passato dalle stanze dove si decidevano le grandi architetture bancarie italiane — fusioni, acquisizioni, alleanze che avrebbero ridisegnato il sistema creditizio del Paese — ha percorsoi corridoi di alberghi d'epoca, Liberty e non solo, che ha rilevato, per provare a salvarli dall'oblio, tra terme storiche, ville patrizie e residenze di charme sparse lungo tutta la penisola.
Ha prodotto perfino un programma televisivo, poi ha scelto di non farlo mai andare in onda, pur di non tradire un principio.
Ma è stata un'altra la svolta che lo ha definito: ad un certo punto ha smesso di occuparsi solo di chi il denaro sa farlo fruttare, per dedicarsi a chi quel denaro lo sta perdendo — famiglie sommerse dai debiti, piccoli imprenditori sull'orlo del precipizio, persone che rischiano di perdere la casa.
Da anni presta questa assistenza a volte anche a titolo gratuito, convinto che la competenza tecnica, se non serve per aiutare anche chi non può permettersela, serva a poco.
Nel mezzo di tutto questo, si è fermato per crescere i suoi figli. Senza rimpianti.
A cinquantasette anni, ha deciso che era arrivato il momento di raccontare una storia.
Non la sua. Quella di un uomo che aveva capito tutto prima degli altri e non ha fatto in tempo a dimostrarlo.
Quella di una figlia che paga ancora, oggi, per un conto che non ha mai aperto.
La Geometria delle Coincidenze è il suo primo romanzo con cui invita il lettore in un viaggio attraverso geometrie narrative complesse e riflessioni profonde sull'esistenza.
La sua scrittura si distingue per una precisione stilistica quasi architettonica, capace di costruire mondi tanto nitidi quanto enigmatici.
Questo docu-noir testimonia la sua dedizione alla parola come strumento di indagine e scoperta.